La riservatezza riguarda anche gli ospiti
L’art. 4 del D.Lgs. 24/2023 protegge non soltanto l’identità del segnalante, ma anche quella delle persone coinvolte o menzionate, il contenuto e la documentazione. Gli ospiti possono comparire nella segnalazione pur non essendo parte del rapporto lavorativo da cui nasce.
I dati relativi alla salute rientrano fra le categorie particolari del GDPR. Finalità e condizioni del loro trattamento vanno valutate dal titolare nel contesto concreto. L’accesso ordinario alla documentazione assistenziale non autorizza automaticamente ogni ulteriore copia o diffusione.
Non chiedere intere cartelle per impostazione predefinita
Il modulo può invitare a descrivere fatti, periodo e contesto, allegando soltanto ciò che risulta pertinente e legittimamente disponibile. L’art. 13 del decreto prevede di non raccogliere i dati manifestamente non utili e di cancellarli immediatamente se acquisiti accidentalmente.
Questa regola non implica eliminare alla cieca ogni riferimento sanitario, che potrebbe essere necessario a comprendere il caso. Richiede una valutazione circoscritta del gestore autorizzato, supportata dalle competenze privacy e legali appropriate.
Il segreto professionale resta un limite da considerare
L’art. 1 del D.Lgs. 24/2023 lascia ferme le disposizioni sul segreto professionale medico. Non è quindi corretto presentare il portale come un’autorizzazione generale a caricare qualunque documento sanitario o a procurarselo superando i propri permessi.
Le istruzioni devono essere prudenti e concrete: descrivere il problema senza acquisire materiali illecitamente, limitare dati non necessari e chiedere un chiarimento qualificato quando entrano in gioco obblighi di segretezza. Il fornitore software non risolve da solo queste valutazioni.
Ridurre le copie durante la gestione
Anche un allegato correttamente protetto sul portale può diventare vulnerabile dopo il download. La procedura dovrebbe considerare dispositivi, stampanti, cartelle condivise e invii a consulenti.
- Abilitare soltanto i destinatari che devono esaminare il caso.
- Evitare nomi di pazienti nei titoli dei file e nelle notifiche.
- Valutare estratti o copie oscurate quando appropriato.
- Conservare gli originali necessari nel percorso autorizzato.
- Definire destinazione e cancellazione delle copie di lavoro.
Collaudare con documenti completamente fittizi
Per la demo si può utilizzare un PDF inventato, verificando chi lo vede e come viene scaricato. Non serve una cartella reale per controllare le funzionalità. Nel test vanno inclusi anche revoca di un accesso e comportamento delle notifiche.
Segnalailleciti.it può essere configurato secondo l’organizzazione concordata con la struttura. Il DPO e l’OdV possono usare la demo per individuare regole operative sugli allegati, evitando di attribuire alla sola cifratura una protezione assoluta su ogni successivo utilizzo del documento.
Domande frequenti
Posso caricare una cartella clinica intera per sicurezza?
Non indiscriminatamente. Vanno verificati necessità, pertinenza, liceità e obblighi di segreto.
La cifratura protegge anche ogni copia scaricata?
La protezione delle copie dipende anche dal dispositivo e dalle misure applicate dal destinatario.



