Individuare il soggetto, non soltanto la sede
Il marchio della struttura può essere diverso dalla ragione sociale del gestore. Più residenze possono appartenere allo stesso ente oppure a società distinte. Questa informazione cambia il modo in cui si valutano requisiti, incarichi e organizzazione del canale.
La ricognizione dovrebbe partire da documenti societari, organigramma e rapporti con gli eventuali enti pubblici. L’accreditamento o un contratto con il servizio sanitario non vanno usati, da soli, per attribuire automaticamente una specifica qualificazione giuridica ai fini del decreto.
I criteri da verificare nel settore privato
Gli artt. 2 e 3 del D.Lgs. 24/2023 richiedono di considerare la media dei lavoratori subordinati dell’ultimo anno, l’eventuale adozione del Modello 231 e l’applicabilità degli specifici atti richiamati dalla norma. Il criterio dei cinquanta dipendenti non esaurisce quindi tutti i casi.
Non è corretto concludere che ogni attività sanitaria rientri automaticamente nell’eccezione dimensionale per determinati settori. Bisogna verificare i precisi presupposti normativi. Allo stesso modo, una struttura piccola con Modello 231 non può fermarsi alla sola conta del personale.
Raccogliere un dossier breve per il professionista
Una verifica iniziale può essere organizzata senza trasmettere dati degli ospiti o fascicoli clinici. Servono informazioni sull’organizzazione, non sulle singole persone assistite.
- Identità giuridica del gestore e sedi operative.
- Dati aggregati sul personale e periodo di riferimento.
- Presenza e versione del Modello 231.
- Incarico dell’OdV e altri ruoli di controllo.
- Procedura e canali attualmente disponibili.
- Eventuali discipline settoriali e rapporti pubblicistici da esaminare.
Separare obbligo e scelte organizzative
Una volta individuato il perimetro, occorre decidere chi gestirà le segnalazioni e come il canale si coordinerà con reclami, qualità e gestione degli eventi assistenziali. Il portale whistleblowing non deve diventare il contenitore indistinto di ogni comunicazione della struttura.
Esempio ipotetico: una società gestisce tre residenze con un unico Modello 231. Prima di moltiplicare i portali per ogni edificio, il consulente verifica l’organizzazione dell’ente e definisce i destinatari. Numero di sedi e numero di soggetti obbligati non sono necessariamente uguali.
Passare dalla valutazione all’attivazione
L’esito dovrebbe indicare motivazione dell’applicabilità, interventi richiesti e soggetti incaricati. Se viene scelto un canale anche su base volontaria, le condizioni di utilizzo e le tutele effettivamente applicabili vanno descritte senza estensioni automatiche della legge.
Segnalailleciti.it può essere valutato per la componente tecnologica, insieme al professionista della struttura. La demo consente di mostrare come avvengono invio e gestione, mentre configurazione, documentazione e incarichi vengono definiti sul caso concreto.
Domande frequenti
Ogni casa di riposo deve acquistare una piattaforma?
Non per il solo fatto di essere una casa di riposo. Occorre verificare l’obbligo dell’ente e l’adeguatezza della soluzione scelta.
Bastano meno di 50 dipendenti per essere esclusi?
No. Vanno considerati anche Modello 231 e altri criteri previsti dal decreto.



