Partire dal testo oggi applicabile
L’art. 24, comma 5, del D.Lgs. 24/2023 ha sostituito il comma 2-bis dell’art. 6 del D.Lgs. 231/2001, collegando il modello ai canali interni, al divieto di ritorsione e al sistema disciplinare previsti dalla nuova disciplina. Le disposizioni transitorie vanno considerate per le segnalazioni pregresse: non si devono riscrivere retroattivamente le regole di tutti i fascicoli.
Il controllo iniziale riguarda quindi versione del modello, data della procedura e riferimenti pubblicati. Una pagina aggiornata e un documento interno fermo al passato creano istruzioni discordanti per lavoratori e gestori.
Confrontare il percorso vecchio con quello nuovo
È utile seguire una segnalazione di prova dall’invio al riscontro. Quali persone possono utilizzare il canale? Quali violazioni vengono descritte? Chi riceve il messaggio? Come avviene il dialogo? L’ampliamento dei soggetti tutelati non autorizza a promettere che qualsiasi lamentela personale rientri nel decreto.
- Verificare il perimetro soggettivo e oggettivo degli artt. 2 e 3.
- Descrivere modalità scritte e orali concretamente disponibili.
- Individuare un gestore autonomo e specificamente formato.
- Allineare avviso di ricevimento, seguito e riscontro all’art. 5.
Aggiornare autorizzazioni e documentazione privacy
La revisione deve raggiungere informative, istruzioni ai riceventi, accordi con i fornitori e valutazione d’impatto. Una nuova piattaforma può cambiare i flussi dei dati, ma non sostituisce le decisioni del titolare. Il DPO, quando nominato, va coinvolto per gli aspetti di propria competenza.
Anche le vecchie copie richiedono attenzione: una casella dismessa o un archivio locale possono contenere dati da gestire secondo la disciplina applicabile. La migrazione non giustifica inoltri generalizzati o conservazioni senza una finalità definita.
Approvare e rendere riconoscibile la nuova procedura
L’aggiornamento va adottato dagli organi competenti secondo l’organizzazione dell’ente. Occorre considerare il coinvolgimento sindacale previsto dall’art. 4 e comunicare con chiarezza la decorrenza delle nuove istruzioni. Una tabella delle modifiche aiuta chi deve formare il personale.
Esempio ipotetico: il vecchio testo nomina un componente OdV non più in carica. Prima di pubblicare il nuovo collegamento si verificano incarico, credenziali e sostituzione, evitando che il canale esista soltanto sulla carta.
Chiudere la revisione con una prova documentata
Il risultato utile non è soltanto un PDF aggiornato. Devono essere verificabili invio, ricezione, interlocuzione e accessi, usando informazioni fittizie. Il verbale della prova può riportare data, partecipanti, esito e correzioni senza includere credenziali.
Segnalailleciti.it può supportare l’attivazione tecnica del canale concordato con l’azienda e il professionista. Una demo mirata alla procedura permette di verificare che le istruzioni siano semplici da seguire e che il servizio risponda alle esigenze individuate.
Domande frequenti
Devo buttare tutta la procedura precedente?
No. Si possono mantenere le parti ancora pertinenti, verificando riferimenti, flussi e responsabilità.
Installare il software aggiorna automaticamente il Modello 231?
No. L’adozione e l’aggiornamento del modello rimangono attività organizzative distinte.



