Il criterio non è soltanto dimensionale
L’art. 2 del D.Lgs. 24/2023 include tra i soggetti privati interessati quelli che rientrano nel D.Lgs. 231/2001 e adottano i modelli previsti, anche quando non raggiungono la media di cinquanta lavoratori subordinati, alle condizioni indicate dalla norma. Vi sono inoltre specifici settori ai quali si applicano criteri diversi dalla sola soglia.
La verifica deve quindi considerare natura dell’ente, settore, media dei dipendenti e adozione del modello. Un codice etico isolato non è automaticamente un Modello 231; allo stesso modo, il solo possesso di una piattaforma non dimostra che il modello sia aggiornato e attuato.
Definire quali violazioni rientrano nel canale
Per i soggetti sotto soglia che rientrano nel decreto in ragione del modello, l’art. 3 individua il perimetro delle segnalazioni interne relative a condotte illecite rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/2001 o a violazioni del modello, secondo le condizioni previste. Non va copiato senza adattamenti il perimetro di una grande società di un altro settore.
La procedura può prevedere anche percorsi per comunicazioni ulteriori, ma deve distinguere le categorie e non promettere indistintamente le stesse tutele o modalità per qualsiasi contestazione personale. Per i casi dubbi serve una valutazione giuridica del contesto.
I documenti da confrontare
L’OdV può esaminare insieme modello, atto di incarico del gestore, procedura e informazioni pubblicate. Il confronto spesso mette in luce differenze molto pratiche: un destinatario non più in carica, una casella indicata nel sito ma non nel modello o un canale orale non descritto.
- Individuazione del gestore, autonomia e formazione specifica.
- Canale scritto e modalità per la segnalazione orale.
- Avviso di ricevimento, riscontro e interlocuzioni riservate.
- Gestione dei conflitti e delle assenze.
- Informativa, autorizzazioni, DPIA e rapporto con il fornitore.
Una piccola azienda può mantenere un processo semplice
La semplicità non consiste nell’eliminare le responsabilità, ma nel renderle praticabili. Pochi destinatari nominativi, istruzioni comprensibili e un calendario di controllo possono funzionare meglio di una procedura molto lunga che nessuno applica.
Un esempio organizzativo: una società con 25 dipendenti e Modello 231 designa un professionista esterno come gestore e un sostituto per i casi previsti. Prima dell’avvio verifica accessi e risposta con dati fittizi. Questo esempio non sostituisce l’analisi del singolo ente, ma mostra come trasformare il requisito in attività osservabili.
Dalla verifica alla proposta operativa
Il professionista può presentare all’azienda una breve analisi delle differenze da correggere, separando aggiornamento documentale, incarico di gestione e servizio tecnologico. In questo modo il costo della piattaforma non viene confuso con l’intero progetto di adeguamento.
Segnalailleciti.it può essere valutato per attivare il canale aziendale e supportarne tecnicamente l’utilizzo. La demo è utile anche per verificare che le istruzioni scritte dall’OdV corrispondano alle azioni realmente disponibili ai destinatari.
Domande frequenti
Tutte le aziende sotto 50 dipendenti sono escluse?
No. Occorre verificare anche il criterio legato al Modello 231 e i settori specifici previsti dal decreto.
Adottare la piattaforma equivale ad adottare il Modello 231?
No. Sono interventi distinti: il canale si inserisce nel sistema organizzativo, non lo sostituisce.



