Rinunciare alle tutele non è una formalità
L’art. 22 del D.Lgs. 24/2023 stabilisce che rinunce e transazioni sui diritti e sulle tutele del decreto non sono valide, salvo che siano effettuate nelle forme e nei modi richiamati dall’art. 2113, quarto comma, del codice civile. Una formula standard firmata al momento dell’assunzione o dell’uscita non risolve quindi la questione. Le eccezioni richiedono una valutazione professionale della sede e del contenuto dell’accordo.
La riservatezza contrattuale conserva una funzione
Non ne deriva che qualunque documento aziendale possa essere divulgato liberamente. L’art. 20 disciplina specifiche limitazioni di responsabilità collegate alla necessità di svelare una violazione e alle condizioni della segnalazione. Restano i limiti dell’art. 1, fra cui il segreto professionale forense e medico. È scorretto tanto usare l’NDA per silenziare ogni segnalazione quanto presentare il whistleblowing come autorizzazione generale a diffondere informazioni riservate.
I documenti da leggere insieme
Lo studio può confrontare contratto di lavoro, accordi con collaboratori, policy di sicurezza, codice etico e istruzioni del canale. Cercare disposizioni che impongano sempre il consenso del superiore prima di rivolgersi alle autorità o che sanzionino qualsiasi comunicazione esterna. Non basta aggiungere in fondo una clausola generica di rispetto della legge se il resto del documento impartisce istruzioni opposte. Le modifiche vanno coordinate con chi gestisce i rapporti contrattuali.
Un esempio di formulazione problematica
In un caso ipotetico, un accordo di uscita chiede di non comunicare «a nessuno, per alcuna ragione» fatti conosciuti durante l’incarico. Una previsione così ampia merita un controllo specifico e non dovrebbe essere proposta come soluzione alla presenza di una segnalazione. L’esame deve distinguere obblighi legittimi di riservatezza, diritti indisponibili e condizioni delle tutele. Il gestore del canale non sostituisce il consulente che assiste le parti nell’accordo.
Come documentare la revisione
È utile mantenere una matrice essenziale con documento, clausola da correggere, referente e versione approvata. Le persone incaricate dell’onboarding devono conoscere il testo aggiornato, altrimenti continueranno a usare modelli superati. Il portale può rendere disponibile la procedura corretta, ma non modifica automaticamente i contratti già distribuiti. La coerenza documentale è un risultato del lavoro organizzativo e legale, da verificare anche nei moduli predisposti da funzioni diverse.
Domande frequenti
Un NDA impedisce sempre una segnalazione?
No. Vanno considerati il decreto, il tipo di informazione, il canale utilizzato e le condizioni delle tutele.
Si può usare una clausola standard trovata online?
Per accordi che incidono su diritti e rinunce serve una verifica del caso concreto; una formula generica può essere inefficace o fuorviante.



